Terapeutica Artistica (cont.)

La terapeuticità è data quindi dall’agire sul fare pratico stesso, dall’interazione e dall’incontro con il mondo artistico, dal percorso che il corpo-azione svolge plasmando la materia ed entrando in relazione con essa rimanendo a sua volta plasmato, trasformato e raggiungendo così l’interiorità, manifestando e portando alla luce gli aspetti nascosti di Sé; acquisendo maggiore consapevolezza di ogni singolo aspetto che ci appartiene, comprendendo, integrando, risvegliando la conoscenza e coscienza della propria identità, del proprio corpo e delle capacità espressive, verso una migliore relazione con Se stessi.

La sperimentazione personale delle qualità espressive di colori, segni, gesti, la manipolazione di materiali, e la conseguente comprensione di valori tattili e plastici, consentono di entrare dentro il metodo creativo e, attraverso la comprensione delle sue innumerevoli possibilità di evoluzione e soluzione, di tuffarci pienamente dentro il processo vitale, permettendoci di godere del piacere di liberare le capacità creative: creare, lasciare le nostre tracce, dare forma e trasformare, superare, crescere, diventando costruttori di noi stessi, avendo fiducia nelle proprie possibilità di crescita creativa e aiutandoci a liberare la mente. Corpo, materia, immaginario, espressione e processo artistico-creativo, costituiscono i fondamenti del metodo.

Attraverso la guida esperta dell’Artista Terapista, si potrà liberamente esperire la forza rigenerante e trasformativa della materia. Non occorrono particolari doti o competenze artistiche e non sono nemmeno necessarie precedenti esperienze per intraprendere la sperimentazione delle infinite possibilità terapeutiche offerte dalla materia artistica. L’obiettivo non è realizzare opere d’arte e non è nemmeno questo il contesto in cui possano emergere giudizi di tipo estetico, poiché si parte dal presupposto che ogni espressione dell’anima e della propria umanità, è manifestazione autentica di un sentire profondo e come tale, di valore inestimabile. Il prodotto artistico rappresenta dunque un fattore di protezione e di contenimento per chi lo produce e diventa “oggetto mediatore” con il mondo esterno. In tal modo, pur rispettando i meccanismi di difesa del proprio intimo, l’espressione simbolica è libera: si può raccontare, tramite essa, qualsiasi cosa.

Il Terapista dell’Arte diviene quindi facilitatore di esperienze nell’utilizzo di mezzi espressivi ed ha il compito di condurre, in modo graduale e nei vari passaggi, seguendo il ritmo interno della persona che ha di fronte, dentro il percorso creativo, cercando di attivare e sviluppare le risorse personali, aiutare nell’espressione degli stati d’animo, e facendo sperimentare la creatività affinché l’utente stesso metta in atto un processo trasformativo, di crescita personale e benefico per sé.

L’attività di Terapeutica rivolge il proprio intervento artistico a tutte le utenze. È una metodologia di approccio che si presta a coloro che desiderano prendersi cura e migliorare la relazione con se stessi per giungere ad una maggiore autocoscienza e alla ricerca del benessere, per crescita personale, del proprio potenziale creativo e delle proprie risorse o che semplicemente desiderano incontrarsi ed entrare in relazione con la forza rigenerante e trasformativa della materia. Ma è anche rivolto a persone che vivono in condizioni di disagio psicologico, emotivo o sociale o che hanno difficoltà nell’espressione dei propri stati d’animo o con problematiche e disabilità. Data la natura flessibile ed accessibile a tutti, si presta quindi ad ambiti che vanno dai servizi di cura della Psichiatria, ad ambiti artistico-pedagogici o geriatrici; dalle strutture di ambito preventivo a quelle sanitarie o di recupero; dall’area di disagio sul grado d’integrazione a quella del disagio giovanile.

È possibile inoltre creare progetti individuali, dedicati al singolo o proponendo il percorso ad un gruppo. In questi casi è interessante osservare e agire sulle dinamiche che in esso si innescano: può diventare un’importante occasione di consolidamento e condivisione e crescita reciproca: la possibilità di dividere insieme uno spazio, un tempo e un’energia artistica che renda migliore la relazione e la collaborazione tra gli individui.

L’arte permette di conoscere meglio se stessi, e, una volta terminato l’incontro, si potrà osservare come essa introduca lentamente, nell’intimo, la capacità di osservare ciò che ci sta intorno e di vedere con occhi nuovi ciò che ci circonda. Può diventare un ponte, una possibilità di contatto, che permette il collegamento tra il proprio mondo interiore e l’esterno, valorizzando il legame con chi è vicino e dando maggior senso al vissuto di gruppo.

In quest’ottica Alchera propone ed è disponibile alla progettazione e realizzazione di vari percorsi in cui verrà data l’opportunità di esprimere e conoscere se stessi, in un ambiente accogliente e in un clima che permetta di migliorare il tono dell’umore e sviluppare un senso di rilassamento attraverso il recupero di esperienze emotivamente piacevoli: effetto catartico e calmante dell’espressione emotiva. Favorendo la relazione terapeutica attraverso la materia e facilitando lo sviluppo della creatività, la persona potrà sentirsi libera di sperimentare, cercando di riempire gli spazi vuoti per aprirsi ad un cosmo espressivo e terapeutico: si ruoterà attorno all’idea del con-tatto con il proprio centro o nucleo creativo come risorsa personale per condividere, attraverso l’arte, esperienze nuove, stimolanti e di confronto con se stessi ed eventualmente con un gruppo.

Si vuole precisare che i percorsi d’arte nella dimensione terapeutica non hanno la pretesa di “curare” inteso nel suo significato di “guarire” da un patologia, ma offrono la possibilità di riscoprire il piacere di prendersi cura di Sé in modo creativo, unico e profondo.

Prendersi cura attraverso l’Arte. L’Arte di prendersi cura.

La Terapeutica Artistica: perché essere felici è un’arte, e l’arte aiuta ad essere felici.